Light works
2002-2018, neon, proiezioni, oggetti vari, dimensioni ambientali « Negli anni 2000 si accentua in Bonacci la vocazione a sottrarre la sua arte dall’incidente del quotidiano, dalle pratiche eclettiche e caotiche e ancor più da eventi di carattere sociale e politico, incline piuttosto a concepire l’arte come atto creativo distanziato dal quotidiano e dal mondano. In questa prima decade del 2000 si evidenzia l’interesse per la luce in numerose opere identificative del concetto di bellezza, di spazio e di medium cromatico, soprattutto mediante l’impiego del neon.» ( Tratto dal testo critico di Bruno Corà per il catalogo della mostra personale di Stefano Bonacci "Still life", Centro culturale di Segrate, 2019 ) « Non pare esistano aspetti narrativi nel lavoro di Stefano Bonacci, eppure esiste una costante attenzione autobiografica, posta verso i termini della propria prassi artistica e verso la comprensione del suo specifico modo di mettersi in relazione ...