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Light works

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2002-2018, neon, proiezioni, oggetti vari, dimensioni ambientali «  Negli anni 2000 si accentua in Bonacci la vocazione a sottrarre la sua arte dall’incidente del quotidiano, dalle pratiche eclettiche e caotiche e ancor più da eventi di carattere sociale e politico, incline piuttosto a concepire l’arte come atto creativo distanziato dal quotidiano e dal mondano. In questa prima decade del 2000 si evidenzia l’interesse per la luce in numerose opere identificative del concetto di bellezza, di spazio e di medium cromatico, soprattutto mediante l’impiego del neon.» ( Tratto dal  testo critico di Bruno Corà per   il catalogo della mostra personale  di Stefano Bonacci  "Still life", Centro culturale di Segrate, 2019 ) «  Non pare esistano aspetti narrativi nel lavoro di Stefano Bonacci, eppure esiste una costante attenzione autobiografica, posta verso i termini della propria prassi artistica e verso la comprensione del suo specifico modo di mettersi in relazione ...

Still life

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1995-2020, materiali vari, dimensioni varie Installazioni s ite specific realizzate disponendo piccole sculture su grandi piani orizzontali.  « Nello Still life di Bonacci il tappeto-basamento-passerella mette le opere in uno spazio isolato, quasi rituale, del mostrare. Non ciascuna isolata ma tutte legate insieme, negli accostamenti inconsueti proposti, nell’armonia delle forme, nella finezza della proporzione, nel ritmo, nell’unire forme di natura e di artificio. Diversità di geometrie. Il dialogo costante nella polarità tra arte come techné , come abilità a costruire, e natura. Un “doppio sguardo”.  » (testo tratto da  Stilleben, studium, forma  di Gianluca Poldi, in catalogo Still life di Stefano Bonacci, Segrate 2019) 1995 WAR, 1995, materiali vari, 300x300x120 cm Desert, 1997, sabbia, legno, dimensioni ambiente L'oro dei Varano, 2000, vetro , acqua, ottone, misure ambientali Still Life, 2019, materiali vari, 1100x200x300 cm Still Life, 2019, materiali vari, 11...

Corpus Domini

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 2005, petali di fiori, 200x120 cm « Nella festa dell’Infiorata avviene un procedimento artistico particolare. L’immagine è realizzata con i colori della natura, direttamente. Il mondo vegetale produce fiori che, raccolti e distinti per le loro proprietà cromatiche, sono utilizzati direttamente come materia per la composizione. L’artista agisce in uno spazio orizzontale a creare un tappeto floreale e lo fa utilizzando ciò che, già pronto, la natura gli fornisce nella stagione più generosa. Una sorta di tavolozza naturale… [...]   Stefano Bonacci tratta il tema del Corpus Domini partendo dalla parola stessa della festività che viene assunta come immagine costitutiva dell’opera. Definita con un carattere suntuoso essa è doppiamente ribaltata e posta al centro del tappeto floreale elaborato con i soli colori della tradizione rituale: il rosso, il bianco e il violaceo.» (Testo di Aldo Iori tratto da "Del petalo, del colore e del cielo", Infiorata del Corpus Domini, Cannara, 2005...

Fonte

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2003, taglio al plasma su ferro e vernice, diametro 120 cm, installazione permanente «L'opera  Fonte  (2003) viene collocata nella parte superiore di un vano a completamento circolare di un arco a tutto sesto; il ferro in cui è realizzata è trattato meccanicamente e poi lasciato alla patina del tempo e alla fioritura degli ossidi. Il rosso della ruggine contrasta con il nero che campeggia al centro. La geometria è un elemento caratteristico dell'opera di Bonacci: già nei lavori di Prato, di Perugia e nel recente lavoro di Spoleto (anche lì si trattava di rapporto con la natura) la forma prismatica era alla base dell'operare e diveniva elemento generante del tutto. Qui è scelto il cerchio, forma archetipica primaria, forma geometrica perfetta visibile in natura, sole, luna, iride oculare, bolla di sapone, forma che increspa e si espande dopo il lancio del sasso nell'acqua, ma anche scudo difensivo o onorario con l'immagine della Gorgone o dell'eroe.» (Testo di Al...